Come riconoscere un’icona del design

Giovedì, 24 Marzo 2016,
Dando per assodato che il termine design è noto per essere il sinonimo anglofono che sottintende alla pratica progettuale, e che questa attività ha assunto un significato ben preciso dopo la Rivoluzione Industriale, oggi, quando ci riferiamo al design, pensiamo subito a quegli oggetti legati all’arredamento d’interni, in particolare a lampade e sedute progettate da connazionali e non solo, che sono state assunte a tempo indeterminato dal nostro immaginario con il ruolo di icone.  Ma la domanda che dobbiamo porci è: cosa fa diventare veramente un oggetto di design, un’Icona? Credo che una regola basilare sia la capacità di un progetto di far cambiare abitudini alle persone, o addirittura di crearne di nuove. Per facilitare l’esemplificazione di questa regola, da applicare tutte le volte che ci troviamo di fronte a un progetto, abbiamo cercato una serie di oggetti iconici che hanno fatto la differenza rispetto ai nostri stili di vita e alla nostra quotidianità. Partendo dalle prime ore del mattino di un individuo, il pensiero cade subito sulla caffettiera più famosa e imitata al mondo, con oltre 100 milioni di esemplari prodotti, progettata da Alfonso Bialetti e Luigi De Ponti nel 1933. Stiamo parlando della Moka, che prende il nome da una delle città più importanti nella produzione di caffè dello Yemen e riconoscibile per la sua sezione ottagonale, utile ad aumentare la presa in caso di superficie bagnata. Solo dopo 50 anni, Aldo Rossi, con la Conica per Alessi, riuscirà a penetrare il nostro immaginario con un altro modello di caffettiera. Una classica abitudine che si accompagnava al caffè mattutino casalingo è sempre stato l’ascolto della radio. Nel 1965 Marco Zanuso e Richard Sapper progettano per Brionvega la radio TS502, entrata nel dna di tutti come la radio Cubo. Anche i mezzi di trasporto per i tragitti casa-lavoro hanno segnato un momento importante della nostra evoluzione collettiva: pensiamo a cosa hanno rappresentato la Vespa della Piaggio, brevettata nel 1946, dall’ingegnere Corradino D'Ascanio e la Lambretta della Innocenti progettata negli stessi anni da Pier Luigi Torre e Cesare Pallavicino. Per quanto riguarda la vita lavorativa (e non solo) sono state due le grandi rivoluzioni: Lettera 22, la macchina da scrivere portatile progettata da Marcello Nizzoli e Giuseppe Beccio nel 1950 per Olivetti e il telefono fisso automatico S62, noto anche come Bigrigio per le sue due tonalità di grigio creato e prodotto dalla Siemens nel 1962.  Abbiamo scelto di usare questi oggetti, quasi tutti nati nello stesso ventennio, per riflettere su un altro aspetto: la storicizzazione. È importante, per assegnare il titolo di Icona, aspettare che il tempo faccia il suo corso e dimostri la cristallizzazione nella mente della collettività. Fulvio Ravagnani

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