"ANM_PEX_002_BER_22"

19.07.22 , Arte , Collaboratore Riflesso

 

"ANM_PEX_002_BER_22" è la prima mostra personale a Berlino dell'artista e performer italiano Domenico Romeo. Intrecciando insieme architettura e antropologia Romeo presenta tre installazioni site-specific su larga scala concepite appositamente per lo spazio della Nadan Gallery a Berlino.

Dopo l'inaugurazione di "AXIS_PEX_001_ML" a Milano, Domenico Romeo presenta ora a Berlino "ANM_PEX_002_BER_22" fino al 31 luglio, il secondo capitolo della serie di mostre personali dedicate al Sistema lirico di Romeo.

Un viaggio esperienziale che esplora approcci alternativi per comprendere e svelare i complessi nodi di identità tra linguaggio e gesto, materiali e codificazione, esperienza e rivelazione. Il percorso espositivo si sviluppa come un'esperienza spaziale interattiva guidata da tre diverse installazioni scultoree connotate da una forte componente antropomorfa e, allo stesso tempo, architettonica, sia nel concepire le opere attraverso una tecnica creativa di assemblaggio delle sculture (in cui Romeo utilizza la mancanza di spazio tra gli elementi per collegare le sbarre di ferro attraverso i vuoti al loro interno, per trasformare lo spazio) e nel plasmare lo spazio stesso in cui si collocano le strutture, quasi che l'opera stessa, prendendo vita, iniziasse a mimare autonomamente il gesto dell'artista e, nella sua dilatazione, si inserisce spontaneamente e materialmente nel spazi vuoti all'interno del perimetro della stanza. Le sculture di Romeo sono strutture viventi che, dialogando con lo spazio, disegnano percorsi, tracciano traiettorie, e invitano lo spettatore a riconoscersi in esse e ad intraprendere una o più esperienze spaziali. L'installazione apre un diverso insieme di possibilità attraverso l'incertezza data dalla presenza di un bivio (un muro divisorio) e la conseguente differenza di esperienze a seconda della scelta del percorso intrapreso che può portare o meno a un gigantesco "custode di scrigni" una torre impenetrabile, alta tre metri.

Spaziando tra varie forme di pittura dei segni, installazione e performance, il lavoro di Domenico Romeo si confronta con la storia complessa e l'innata interconnessione di struttura e corpo, architettura ed esperienza, linguaggio, identità e simboli. Mentre traccia il percorso verso una rivelazione ancestrale attraverso le sue strutture modulari, l'artista introduce un senso di unità universale e di trasformazione continua, che è il significato ultimo del suo lavoro. Fondamentale in questo senso risulta essere anche la scelta di codificare tutte le sue mostre e opere – che assumono sempre una connotazione antropomorfa – quasi classificando i vari elementi del suo “sistema operistico” in categorie.

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