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Madonna dei Bagni di Deruta: il santuario degli ex voto

Domenica, 08 Dicembre 2013,
Arte,
La locuzione latina ex voto tradotta letteralmente significa a seguito di un voto. Viene usata per indicare un oggetto dato in dono a una divinità. L’espressione completa è ex voto suscepto, cioè per voto fatto: questa pratica, comune a molte religioni, è un impegno che il credente assume nei confronti della divinità purché la stessa ne esaudisca le richieste. Fra le varie tipologie di ex voto prevalgono quelli anatomici che rappresentano l’organo malato ma molto diffuse sono anche le tavolette dipinte. E’ proprio per ospitare quest’ultime forme d’arte che sorse il Santuario della Madonna dei Bagni che domina il corso del Tevere a circa un chilometro e mezzo dal piccolo centro di Casalina, nel comune di Deruta. Ancora oggi la caratteristica del santuario è quella di avere le pareti completamente tappezzate di maioliche votive policrome, alcune delle quali non più originali a seguito di un furto avvenuto nel 1980. Il santuario come lo vediamo oggi fu costruito nel 1687 ma già nel 1657 era stata costruita una cappella per volere dell’abate del monastero di S. Pietro di Perugia, cui il territorio di Deruta apparteneva. Dell’origine del santuario si ha notizia scritta nell’Archivio Storico di S. Pietro di Perugia dove si legge che la cappella fu costruita inglobando la quercia dove era stato appeso il primo ex voto raffigurante una Madonna col Bambino dal merciaio di Casalina Cristoforo di Filippo per ringraziare la Vergine della guarigione della moglie gravemente malata. In particolare il documento narra che il merciaio trovò l’immagine della Vergine a terra lungo la via e la portò a casa per poi riportarla nel luogo dove l’aveva trovata appendendola ad una quercia. Tempo dopo sua moglie si ammalò gravemente e l’uomo chiese a quella immagine di salvare la consorte. Quando tornò a casa trovò la moglie completamente guarita e intenta ai lavori domestici. All’interno la chiesa è completamente soffittata a volta, ha pianta centrale a croce greca, con una piccola cupola all’intersezione dei bracci. Le formelle conservate all’interno sono circa 630, donate in un arco di tempo di più di tre secoli, in prevalenza appartengono al periodo che va dal 1657 alla metà del 1700. In ognuna delle tavolette votive è raffigurato l’evento miracoloso in stile naif e compaiono le lettere P. G. R. (per grazia ricevuta) o V.F.G.A. (voto fatto grazia avuta). Suscitano nel visitatore un grande interesse in quanto, oltre ad essere una testimonianza della tradizione ceramica della zona, offrono un quadro unico sulle particolarità delle credenza religiose, sulle tradizioni, sugli aspetti di vita e i cambiamenti sociali intervenuti nel tempo, diventando documenti fondamentali per la storia degli usi e costumi popolari. Tavolette votive simili a quelle della Madonna dei Bagni di Deruta si trovano conservate nel Santuario dell’Olivo a Passignano. Cosa molto più strana è invece che un ex voto realizzato a Deruta e raffigurante un incidente in mare sia appeso sulla parete di una traversina che conduce alla chiesa nell’isola di Marettimo (Egadi).

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