sezione arte riflesso magazine

"Ora et labora" nell'Abazia di Montelabate

Martedì, 14 Maggio 2013,
Arte,
A Nord di Perugia, immersa nel verde, sorge l'Abazia di Montelabate. Un luogo incantevole ornato da dolci colline e vigne. L'Abazia di Montelabate è stata fondata prima dell'anno 1000 dai monaci benedettini, ma le sue fondamenta hanno una storia che risale all'epoca romana durante la quale ergeva un tempio. I monaci benedettini, durante le grandi carestie medievali, presero possesso di vasti territori incolti e abbandonati e, seguendo la parola di San Benedetto "Ora et Labora", li trasformarono in fertili. Presso l'Abazia è stato fatto un ritrovamento molto importante: un documento notarile originario risalente al 995, il documento più antico in Italia, oggi conservato presso l'Archivio di Stato di Perugia. In questo documento il notaio scrive un elenco di oggetti lasciati in eredità da una terza persona e conclude la pergamena riflettendo sulla tristezza della morte. La curiosità di questo documento sta nel fatto che il notaio abbia prima fatto firmare la pergamena agli eredi (analfabeti poiché si firmano x) e solo in un secondo momento abbia scritto il testamento. La campana che suonavano i viandanti per chiedere ristoro ai monaci benedettini è ancora lì, sonante. All'interno dell'Abazia, un ampio chiostro con tanto di pozzo mostra le sue vere bellezze: colonne e archi ognuna dalla forma diversa dall'altra lo delimitano. Dal chiostro si accede alla Sala del Capitolo, un luogo di preghiera e di riunione nella quale venivano accusati e puniti i benedettini che non seguivano le regole. Su una parete di questa stanza vi è l'affresco della Crocefissione realizzato da Meo de Siena e la Vergine in con bambino nel quale ai piedi della Madonna compare l'abate Trasmondo (1267-1285). Lo stesso Trasmondo fece costruire la torre di difesa (1267-1269) per un terzo più alta da come la vediamo oggi. La Cripta è la parte più antica del complesso e testimonia l'antica presenza di un tempio romano di cui rimangono le fondamenta. L'Abazia comprende anche una chiesa in stile romantico-gotico sormontata da un grande e affascinante rosone. All'interno vi sono due affreschi: la Vergine in trono col bambino di Fiorenzo di Lorenzo (1492) e la crocefissione con la Vergine e S. Giovanni Battista di Bartolomeo Caporali. Entrambi questi artisti erano molto vicini alla bottega del Perugino e del Pinturicchio. La cantina è un altro luogo caratteristico dell'Abazia: qui i monaci custodivano e mangiavano i prodotti da loro coltivati. La notte due monaci rimanevano di guardia alla cantina e l'abate si assicurava che non fossero amici tra di loro, anzi che ci fosse discordia: solo così poteva essere sicuro che si sarebbero fatti la spia l'un l'altro nel caso in cui a uno dei due fosse venuta l'idea di rubare dalle provviste. I monaci e il loro mondo incontaminato. Una filosofia di vita basata sulla preghiera e il duro lavoro della terra. La pace che si respira tra le antiche mura dell'Abazia di Montelabate.

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