sezione arte riflesso magazine

Città di Castello, tra Rinascimento e arte contemporanea

Martedì, 15 Maggio 2012,
Arte,
Dal Raffaello a Burri, lo splendore della città attraverso i secoli ha mantenuto fascino e creatività Città ordinata e al contempo intrisa di personalità ed energia. Di cultura secolare, vitale e rispettosa della rigogliosa natura circostante, fu nel Rinascimento che Città di Castello raggiunse il massimo splendore quando diverse famiglie si contesero il predominio, ma su tutte prevalse quella dei Vitelli. In quel fiorente periodo architetti, pittori e letterati frequentarono la città ricreando l'analogo spirito che animava ogni corte europea. Primo fra tutti fu chiamato lo stesso Raffaello ad abbellire la città che ancora giovanissimo lasciò alla città opere d'incommensurabile valore. Sorsero così Palazzo Vitelli alla Cannoniera, Palazzo Vitelli a Sant'Egidio, Palazzo Albizzini, il Palazzo e il Loggiato Bufalini, solo per citare alcuni tra i luoghi più caratteristici. Quasi tutti i tesori più preziosi di Città di Castello sono raccolti in soli tre musei: la Pinacoteca Comunale (Via della Cannoniera) collocata nello splendido scrigno di Palazzo Vitelli, il Museo del Duomo (Piazza V. Gabriotti, 1) e le due collezioni di Palazzo Albizzini (Via Albizzini, 1 – www.fondazioneburri.org) e degli ex Seccatoi (Via Pierucci) che segnano il percorso artistico di Alberto Burri, uno dei grandi maestri dell'arte contemporanea. Tra una tappa e l'altra potrete rifocillarvi presso l'ambiente coloratissimo, autentico e rilassato de "L'Osteria", ristorante tipico dove nel menù non mancano mai cinghiale, polenta e gustosi "crostoni" (Via Borgo di Sotto, 1 – 075 85569955). L'aperitivo più fashion, invece, è nel gazebo del raffinato Cafè Latino (Piazza Matteotti - 075 8522641). Oltre a questo grande patrimonio artistico l'antica Tiferno conserva e custodisce entro le mura, fra palazzi e torri, l'anima di un artigianato che è specchio della creatività e laboriosità della sua gente. Abili tessitrici, ceramisti, stampatori e falegnami (visitate il fantasioso laboratorio di Luigi Silvestrini, il "Follegname". Via G. Marconi, 19 www.insolitoeimprobabile.it) tramandano saperi e tradizioni che rimangono vive nel tempo dando alla città una dimensione umana e una dolcezza profonda.

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