L’ex stabilimento Florio: la “Regina del mare”

Le tonnare oggi sono come cattedrali deserte, le moderne tecniche di pesca e di allevamento dei tonni e le normative europee hanno svuotato queste strutture. Nelle tonnare siciliane e in quelle sarde, nei secoli le più floride e importanti del Mediterraneo, veniva realizzata la mattanza: una tecnica di pesca del tonno che ha origini antichissime.

28.06.17 , Architettura

 

L’ex stabilimento Florio: la “Regina del mare”

Le tonnare oggi sono come cattedrali deserte, le moderne tecniche di pesca e di allevamento dei tonni e le normative europee hanno svuotato queste strutture. Nelle tonnare siciliane e in quelle sarde, nei secoli le più floride e importanti del Mediterraneo, veniva realizzata la mattanza: una tecnica di pesca del tonno che ha origini antichissime.

L'ultima mattanza in Sicilia si è svolta nella tonnara di Favignana nel 2007: l’ex stabilimento Florio, una tonnara di circa 32mila metri quadrati che si trova a Favignana un’isola delle Egadi in Sicilia. Lo stabilimento attualmente in disuso è stato trasformato in un museo dove sono conservate le reti, le ancore, le barche e le attrezzature per la lavorazione conserviera del tonno, ma soprattutto presenta la storia della famiglia Florio e della sua vita sull’isola. La tonnara caratterizzata da archi e soffitti altissimi, da quasi un senso di religiosità a un luogo di lavoro. Lo stabilimento venne creato da Giulio Drago che affittò la tonnara nel 1859, ma la sua attuale configurazione si deve a Ignazio Florio che fece restaurare a Damiani Almeyda l’intera struttura nel 1878. In quegli anni Favignana divenne l’isola dei Florio.

La pesca con la tonnara fa parte della storia e della cultura del territorio siciliano con pratiche e riti che si tramandano da secoli. I Fenici, gli Arabi e anche Omero descriveva della pratiche che sono estremamente simili a quelle pervenute fino a noi. Il rais, a poppa della barca, prega Dio e i santi perché il mare sia generoso, i tonni in trappola sono spinti fino alla camera della morte, inizia la mattanza, i tonnaroti arpionano e trascinano a bordo i grandi pesci, il mare si tinge di rosso. È una messa in scena grandiosa, di barche, di reti, di argani, centinaia di uomini in movimento, voci, canti, incrociarsi di aste e bastoni, acqua tinta di sangue con la luce abbagliante che si riflette tra le onde del mare. 

La mattanza sembrerebbe una soluzione cruenta eppure è la forma di pesca più ecosostenibile. Serena Maso, campaigner mare di Greenpeace Italia in un’intervista afferma: «La morte del tonno è molto più rapida di quanto possa sembrare. È un sistema selettivo, vengono uccisi solo gli esemplari che hanno raggiunto la maturità sessuale e non vengono toccate le specie di altro tipo». Se si rispettano le quote stabilite dal ministero, i piani di gestione e le indicazioni che arrivano a livello europeo è un sistema sostenibile.

Giuseppe Pagoto sindaco di Favignana e presidente dell’Area marina protetta delle Isole Egadi e Nino Castiglione, attuale imprenditore proprietario della tonnara insistono affinchè oltre al ruolo di museo torni alla sua funzione originaria. Quest’anno verrà realizzata una pesca «finta», nella speranza che le attività riprendano in futuro. I Castiglione nel 1985, dopo i Florio e i Parodi, subentrarono nella gestione della tonnara di Favignana, nota come la «Regina del mare» essendo la più produttiva d’Europa.

Paola Faillace

ARCHITETTURA ALTRI ARTICOLI

PRECEDENTI

PRECEDENTI

IN EVIDENZA

IN EVIDENZA

NUOVI

NUOVI