Repubblica di Cospaia: una storia di libertà

Martedì, 12 Marzo 2013,
Le vicende di quella che fu la più piccola repubblica del mondo, tra fortuna, emancipazione, tabacco e contrabbando. Un errore nel tracciamento del confine tra Stato della Chiesa e Repubblica di Firenze generò una striscia di terra di nessuno; nel mezzo c'era Cospaia, un villaggio con meno di 100 famiglie. Né governanti a cui obbedire, né leggi da rispettare, né tasse da pagare. Inizia così la storia della repubblica più piccola del mondo. Era il 1441 quando papa Eugenio IV consegnò a Firenze il territorio di Sansepolcro come pegno per i 25.000 fiorini d'oro che Cosimo dei Medici gli aveva prestato. Vennero così costituite due distinte commissioni per tracciare i nuovi confini; esse presero come linea di delimitazione il torrente Rio. Non considerarono però un piccolo dettaglio: erano due i torrenti chiamati Rio, che scendendo verso il Tevere avvolgevano il colle di Cospaia. I fiorentini presero come riferimento quello posto più a nord ed i delegati dello Stato della Chiesa quello più a sud. Poco ci misero gli abitanti del villaggio a comprendere il malinteso ed a proclamare "Cospaia libera!" I due stati, resisi conto dell'errore, rinunciarono ad una contesa per un lembo di terra di appena 330 ettari che i cospaiesi invece, seppero ben sfruttare. Nel 1484 la libera Repubblica di Cospaia fu riconosciuta ufficialmente e si dotò di una propria bandiera. Non vi era nessun esercito che la difendesse e per risolvere le questioni amministrative era sufficiente un consiglio composto da anziani e capifamiglia. Gli abitanti godevano di un benessere economico fuori dal normale: non essendoci tasse e dazi, la rendita sui terreni era netta da spese. Riuscirono a mantenersi in buoni rapporti con i vicini San Giustino e Borgo del Santo Sepolcro e senza dare troppo nell'occhio trascorsero il primo secolo d'indipendenza. Nel 1574 la fortuna passò nuovamente da quelle parti, o più precisamente, fu spedita dalla Francia. Il cardinale Niccolò Tornabuoni inviò da Parigi al parente Alfonso, vescovo di Sansepolcro, i semi di una pianta medicinale: il tabacco. Prese velocemente piede questa coltivazione, insieme al vizio per il fumo; esso si diffuse al punto tale che molti governi vietarono la coltivazione e vi era la scomunica papale per chi ne faceva uso. Gli introiti economici generati dal tabacco erano talmente evidenti che nel 1724 la scomunica del papa contro i fumatori venne revocata. Nel frattempo a Cospaia, nessun divieto entrò mai in vigore, così da divenire la "capitale del tabacco" in Italia. Le vicende della repubblica, divenuta nota terra di contrabbando, si conclusero quando nel 1826 fu assorbita dallo Stato Pontificio. Una vicenda lunga quattro secoli, nata tra fiumi e sfociata nel fiuto per il fumo. Una storia di libertà che oggi viene regolarmente ripercorsa tra i vicoli del borgo nell'ultimo weekend di giugno, in cui si sente riecheggiare il motto ed unica legge di quella che fu la più piccola repubblica del mondo: "Perpetua et firma libertas".

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