Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago, dimora di un Eroico Capitano

Domenica, 24 Giugno 2012,
Valoroso capitano di ventura e abilissimo spadaccino di tornei, Ascanio della Corgna, marchese di Castiglion del Lago e del Chiugi dal 1563, si distinse per le sue alte doti militari in numerose ed epiche battaglie. Nato nel 1514, nipote del cardinale Del Monte, futuro papa Giulio III, Ascanio coltivò, nella sua formazione, vivi interessi per la strategia e l'ingegneria militare senza disdegnare gli studi umanistici, dai quali erediterà l'amore per la poesia e la pittura. Coraggioso e determinato, fu richiesto dalle più potenti corti dell'epoca. Lo troviamo con Piero Strozzi nel tentativo di restaurare la repubblica a Firenze e arruolato dall'armata veneziana nel 1528 all'assalto della fortezza di Cattaro occupata dai Turchi. Impegnato, poi, in un'encomiabile difesa di Torgiano nella guerra del sale a Perugia contro Paolo III Farnese, al quale suscitò una così profonda ammirazione da esser ingaggiato come capitano della guarnigione a Parma, Rimini e Piacenza. Nel 1550 fu nominato da Papa Giulio III generale dell'esercito Vaticano e perciò custode della Chiesa di Roma. Combatterà al servizio di Francesco I di Francia nelle frontiere spagnole e succesivamente nominato nel 1552 da Carlo V capitano generale in Italia dove in accordo col Mendoza e con Cosimo de' Medici, s'impegnerà nello scontro con Siena. Qualche anno dopo otterrà a Perugia il titolo di "primus mercator", capo supremo del Magistrato. A tanta stima non si sottrarrà nemmeno il governatore di Malta, assediata dai turchi, che ne invocherà l'aiuto. Nel 1565, Ascanio si lancerà, quindi, alla guida del Gran Soccorso per fortificar la città e dirigerne la resistenza. Nell'impresa sarà unanimemente considerato salvatore dell'isola e della cristianità. Lo stesso Filippo II di Spagna, come riconoscenza, gli conferì la carica di maestro di campo generale nell'intero regno e membro del consiglio di Napoli. La Lega Cristiana, qualche anno dopo, lo investirà del titolo di generale delle fanterie per fronteggiare i turchi. Sarà proprio Ascanio a preparare il piano di battaglia della flotta cristiana che il 7 ottobre 1571 ottenne la storica vittoria a Lepanto, respingendo la minacciosa avanzata ottomana e con essa il furore islamico. Si spegnerà nello stesso anno per una febbre contratta nel viaggio di ritorno. I funerali durarono ben nove giorni per poi essere sepolto nella cappella dei Della Corgna in San Francesco al Prato a Perugia. Legato alla sua terra Trasimena e del Chiugi, Ascanio affidò agli architetti Vignola e Alessi i lavori per la sua dimora a Castiglione del Lago, simbolo di potenza e autorità ma ingentilita da splendidi affreschi del Circignani detto Pomarancio. Spicca la sala di Ascanio, dove le pareti narrano le gloriose gesta del marchese; volte e lunette illustrano scene di carattere sacro e mitologico spesso ornate da grottesche. Amata dimora rinascimentale di un impavido generale.

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