Un protagonista dietro le quinte: il Museo dell'Opera del Duomo

Venerdì, 05 Febbraio 2016,
 
Alle spalle della cupola del Brunelleschi della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, attraverso un ingresso discreto, si accede al nuovo Museo dell'Opera del Duomo, inaugurato nell'ottobre scorso; l'ultima realizzazione dell'architetto Adolfo Natalini, con la collaborazione degli architetti Piero Guicciardini e Marco Magni.Il progetto, come un fluido, penetra negli spazi interstiziali generati dall’ex Teatro e dagli altri edifici limitrofi, dando forma ad una galleria, praticamente invisibile dall’esterno.In questo spazio regolare, "la galleria del paradiso", caratterizzato da luce omogenea ed ombre morbide, è stato collocato un modello al vero dell’antica facciata del Duomo, opera di Arnolfo di Cambio, mentre le sculture maggiori sono state posizionate su dei basamenti, posti di fronte al modello stesso, che ne permettono una lettura facilitata. Sul lato opposto, tre gallerie su tre livelli differenti si affacciano sullo spettacolare ambiente con la facciata arnolfiana e sono delimitate da una sorta di quinta traforata in marmo bianco statuario, che rievoca il concetto di loggia fiorentina e consente di ospitare le tre porte bronzee del Battistero, poste a piano terra.Queste gallerie laterali, allestite con statue ed elementi decorativi, fungono da tessuto connettivo tra le varie sale che si snodano intorno al fulcro centrale.La presenza importante di materiali, che rievocano la classicità, come il marmo bianco statuario, riprodotto e declinato in modi differenti a seconda delle varie funzioni, genera un ambiente del tutto asettico e leggermente mistico.L’organizzazione del percorso museale, attraverso le opere che narrano la storia del Duomo e del Battistero di Firenze, è stata meticolosamente curata da Monsignor Timothy Verdon.L’intervento di ampliamento del Museo dell’Opera, oltre ad aver consentito di incrementare la superficie espositiva passando dai 2.400 metri quadrati del vecchio museo ai 6.000 metri dell’attuale, rappresenta un grande traguardo per l’architettura contemporanea che, dopo diverse vicende, è riuscita ad insinuarsi nel fitto tessuto urbano del centro storico fiorentino.Ovviamente ciò che il nuovo progetto ha maggiormente contribuito é la valorizzazione della collezione, le cui meraviglie tolgono il respiro.Regina é la "Porta del Paradiso" di Ghiberti che incanta per la composizione e l'abbagliante luce dorata. La galleria dei modelli lignei originali della facciata di Santa Maria del Fiore e della cupola del Brunelleschi sono autentici gioielli nonché la galleria allestita con l'"infilata" delle statue perlopiù di Andrea Pisano, scolpite per adornare il campanile di Giotto. La sala delle Cantorie di Luca della Robbia e Donatello, poste l'una di fronte l'altra, di respiro scultoreo diverso ma entrambe di impressionate bellezza continuano ad emozionare. La sala del tesoro, d'impatto metallico, vede troneggiare l'argenteo altare finemente lavorato e stupendamente luminoso. Ultimi rapimenti in questo percorso d'apnea, lo struggente realismo di Donatello nel raffigurare nel legno la Maddalena penitente e l'estasi nella contemplazione della tribuna della Pietà di Michelangelo, silenziosa, scenica, poeticamente stupenda. Ilaria Vannini e Giulio Siena

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