Castello di Rivoli, da residenza sabauda a museo di arte contemporanea

Venerdì, 05 Febbraio 2016,
Attestato per la prima volta nel 1159, in un diploma con il quale l’imperatore svevo Federico I Barbarossa della famiglia Hohenstaufen cedeva i territori rivolesi ai vescovi di Torino, il castello di proprietà dei Savoia dal 1247, nonostante i numerosi progetti ed interventi di architetti e maestranze non riuscì mai ad essere completato. Data la posizione vantaggiosa per il controllo dei territori conquistati, il castello fu dapprima sede della corte del ducato sabaudo e nel ‘600 coinvolto in un ambizioso progetto di trasformazione in sontuosa dimora per volontà di Carlo Emanuele I che convocò a corte il Vittozzi e poi Carlo e Amedeo di Castellamonte. È In questo periodo che si attesta la realizzazione della suggestiva "Manica Lunga" di oltre 140metri, destinata ad ospitare la pinacoteca dei Savoia. Successivamente fu Vittorio Amedeo II nel ‘700 ad affidare invece all’architetto siciliano Filippo Juvarra l’incarico per un nuovo disegno del palazzo ma mai compiuto integralmente. Ceduto a metà dell’800 al Comune di Rivoli fu poi destinato ad alloggio per le guarnigioni militari. Si deve aspettare il 1978 con l’incarico assegnato all’ Arch. Andrea Bruno affinché il palazzo beneficiasse di un’imponente opera di risanamento, consolidamento e di trasformazione necessaria per le nuove attività. Un sensibile e raffinato intervento che ha permesso un dialogo vivo tra il fascino della memoria e il carisma della contemporaneità restituendo dignità e nuova linfa al castello. Costituitasi nel 1984 la collezione permanente del museo di arte contemporanea del Castello di Rivoli, con centinaia di opere e artisti, documenta lo sviluppo dell’arte contemporanea dagli anni Sessanta ad oggi con il desiderio di stimolare e promuovere la sperimentazione e la lettura del linguaggio espressivo contemporaneo. Costantemente arricchita con nuove acquisizioni, donazioni, prestiti e grazie al supporto della Regione Piemonte, Fondazione CRT, Città di Torino e Unicredit, il museo offre come tratto distintivo l’interesse ai molteplici linguaggi espressivi del contemporaneo: dall’Arte Povera al Transavanguardia, Minimal art, Body art, Land Art fino alle più recenti tendenze internazionali. Si annoverano opere di artisti del calibro di Sol Lewitt, Pistoletto, Cattelan, Beecroft ed esponenti della nuova generazione. Infine alcune sale del museo sono dedicate alla pubblicità con manifesti e bozzetti dagli anni ’30 e spot televisivi. Poliedrico é il raggio d’azione del museo che include inoltre rappresentazioni teatrali, concerti, rassegne cinematografiche e cicli di incontri dedicate anche ad altre discipline artistiche quali la letteratura e la musica. Dal 2001 la Galleria civica d’arte moderna GAM e il museo del castello di Rivoli collaborano in un’ottica di complementarità. È Carolyn Christov-Bakargiev (Ridgewood, New Jersey, 1957), tra i più accreditati curatori di arte contemporanea a livello internazionale, il nuovo direttore unico di GAM e Castello di Rivoli. Così Patrizia Asproni, presidente Fondazione Torino Musei: “La sua professionalità, la sua esperienza e l’indiscussa autorevolezza maturate in contesti internazionali di grande prestigio saranno le fondamenta su cui si costruirà un nuovo percorso che porterà GAM e Castello di Rivoli a diventare uno tra i più importanti poli d’arte moderna e contemporanea internazionali”. È sempre la memoria ad essere la misura per l’avvenire ma senza l’ossigeno del rinnovamento si rischia l’asfissia.

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