Il parco di Villa Fidelia: un’architettura "verde" realizzata nell’arco di due secoli

Lunedì, 27 Gennaio 2014,
Il complesso di Villa Fidelia (nota anche come Villa Costanzi) si eleva a margine della Strada Centrale Umbra, lungo il tracciato dell’antica Via Flaminia, che separa la pianura dalle propaggini collinari del Monte Subasio, nel territorio del Comune di Spello. Dalla prima sistemazione del sito come residenza signorile intorno XVI secolo ad opera della famiglia Urbani Acuti, che eresse una villa sui resti del sacello meridionale di un insieme sacrale di epoca classica, nel XVIII secolo la proprietà passò alla nobildonna Teresa Pamphili Grillo, che trasformò profondamente la villa e sfruttò i terrazzamenti preesistenti per la costruzione di un giardino formale, scenograficamente affacciato sulla valle. Nonostante il complesso subì ulteriori modifiche tra il 700, 800 e 900, si è conservata nel tempo la potenza dell’impianto originario, fortemente condizionato nella sua disposizione planimetrica dalle preesistenze romane. L’aspetto più interessante del complesso è comunque costituito dalle sistemazioni esterne, soprattutto perché realizzate nell’arco di oltre due secoli, ma straordinariamente armonizzate tra loro pur nella varietà degli allestimenti. Il verde è articolato tra il giardino vesuviano o barocco, all’ingresso, il galoppatoio, il giardino all’italiana e il parco. Al giardino vesuviano si accede dal cancello principale affiancato ai lati dalla cappella e dalla casa del custode; questo si sviluppa su un piano inclinato disposto teatralmente in morbidi terrazzamenti lungo il pendio ed è delimitato ai lati da doppi filari di cipressi. Il primo terrazzamento è ornato da siepi di bosso semicircolari e circolari ed è delimitato in alto da una scalinata con fontana centrale a esedra; quelli superiori si collegano tra loro con scalinate sinuose e spazi erbosi. La parte terminale del giardino vesuviano è costituita dall’esedra dell’orologio, un elegante prospetto a nicchie la cui scalinata dà accesso al parco. All’estremità settentrionale si allunga in forma circense il galoppatoio, disposto a lato, e costituito appunto da un circo formato da una duplice corona di lecci e cipressi. Dal prospetto posteriore del casino parte infine il ripiano stretto e lungo del giardino all’italiana, quadripartito in doppie siepi e globi di bosso e ricco di vasi di agrumi. A monte il giardino è delimitato per tutta la sua lunghezza da un alto muro a nicchioni. Un denso bosco chiude la proprietà e, insieme ai numerosi e maestosi cipressi e pini marittimi, inquadra in una cornice intensamente verde le architetture di questo magnifico insieme dove si apre anche il bellissimo parco di lecci. La villa e i suoi giardini, attualmente sono di proprietà della Provincia di Perugia che sfrutta la villa all’interno, per mostre temporanee, mentre all’esterno nella vasta area erbosa a lato del giardino barocco, sono frequenti allestimenti per concerti e spettacoli davvero suggestivi e unici.

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